Serata grandi fotografi: Tina Modotti
Serata grandi fotografi: Tina Modotti

Tina Modotti nacque a Udine nel 1896 da una famiglia piuttosto povera (il padre era meccanico, la madre sarta), a 12 anni aveva iniziato a lavorare, a 16 emigrò negli Stati Uniti per raggiungere il padre a San Francisco: lì iniziò a recitare a teatro e in film muti, e a posare come modella per pittori e fotografi. Nel 1918 iniziò una relazione con l'artista Roubaix "Robo" de l'Abrie Richey e si trasferì con lui a Los Angeles per iniziare a lavorare nel cinema. Qui conobbe il fotografo Edward Weston: ne divenne la modella preferita e poi l'amante. Nel 1921 il compagno Robo si trasferì in Messico; Modotti lo raggiunse, ma arrivò due giorni dopo la sua morte per vaiolo. Qualche anno più tardi aprì a Città del Messico uno studio di ritratti fotografici insieme a Weston: i due ebbero, tra le altre cose, l'incarico di fotografare il paese per il libro Idols Behind Altars della scrittrice Anita Brenner, che raccontava la storia e l'arte contemporanea del Messico. Nello stesso tempo Modotti divenne la fotografa di riferimento del movimento murale messicano, e documentò le opere di José Clemente Orozco e Diego Rivera. Il suo stile maturò in questo periodo: fece molti esperimenti fotografando interni, nature morte e paesaggi urbani, e iniziò a ritrarre sempre più spesso contadini e operai. Il momento più importante della sua carriera fotografica arrivò nel 1929, con una retrospettiva al Museo nacional de arte di Città del Messico: era presentata come «la prima mostra fotografica rivoluzionaria in Messico». el 1927 si iscrisse al Partito comunista: da allora il suo lavoro fu sempre più politicizzato e pubblicò su molti giornali di sinistra, compreso El Machete, l'organo ufficiale del Partito comunista messicano. Nonostante la sua innocenza (per l'attentato venne condannato un estremista cattolico, Daniel Luis Flores) nel 1930 venne espulsa dal Messico e imbarcata su una nave diretta a Rotterdam. In Europa visse a Berlino, poi si trasferì a Mosca – dove lavorò per la polizia segreta sovietica – e nel 1936 andò a combattere insieme a Vittorio Vidali nella Guerra civile spagnola. Restò nel paese fino al 1939, quando ritornò in Messico con uno pseudonimo. Morì nel 1942, a 45 anni, per un infarto. Il pittore messicano Diego Rivera accusò Vidali di averla assassinata perché era al corrente di crimini e esecuzioni che aveva ordinato durante la guerra civile, ma molti amici di Modotti respinsero le accuse. 

Silvia Iacobelli si laurea nel 1999 in Conservazione dei Beni Culturali all'Università di Udine. Fino al 2008 lavora presso la Galleria d'Arte Gio Batta. Nel 2001 è socio fondatore dell'Aref. Collabora alla realizzazione di numerose mostre a Brescia e provincia dedicate ai maggiori protagonisti dell'arte bresciana dell'Ottocento e del Novecento (Vittorio Botticini, Giovan Battista Ferrari, Francesco Filippini, Ermete Lancini, Eugenio Levi, Cesare Monti Enrico Ragni, Emilio Rizzi, Pierca) e scrive diversi contributi per la linea editorialeSegmenti. È membro dell'esecutivo, responsabile della segreteria amministrativa e della distribuzione delle pubblicazioni dell'associazione. Insieme a Maddalena Penocchio cura il servizio diconversazioni di storia dell'arte. Con Marco Camisani e Federica Bertella costituisce la commissione interna per la creazione di un osservatorio sugli artisti e i curatori attivi a Brescia.